Dolore cronico: L’Innovazione in Nutraceutica Oltre i Farmaci Tradizionali

Il dolore infiammatorio, in particolare quello cronico, è una condizione patologica debilitante. Riduce drasticamente la qualità della vita. Deriva da processi infiammatori, anche di basso grado, correlati al naturale invecchiamento e a diversi tipi di malattia.
Negli ultimi anni si è iniziato a considerarlo a livello mondiale una vera e propria patologia e non più soltanto un sintomo. Le statistiche epidemiologiche suggeriscono infatti che il dolore cronico colpisce il 10% delle persone nel mondo. In Europa ne soffre un adulto su quattro, mentre negli Stati Uniti la cifra supera un adulto su cinque (più del 20%). Tra le patologie più comuni che portano al dolore cronico troviamo:

  • Artrite
  • Fibromialgia
  • Cistite interstiziale
  • Emicrania
  • Vulvodinia

Per la gestione del dolore esistono diverse terapie farmacologiche tradizionali, che non sono però risolutive. Comportano inoltre l’insorgenza di effetti collaterali duraturi e di varia entità. Questo scenario fa crescere la richiesta di trattamenti alternativi capaci di offrire un supporto efficace limitando gli effetti avversi. Lo studio dei derivati vegetali ha dimostrato che alcuni composti naturali possono fornire un valido aiuto nelle condizioni di dolore cronico.

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Come nasce e si diffonde il dolore nel corpo

Il corpo percepisce il dolore attraverso cellule nervose speciali chiamate nocicettori. Queste cellule si trovano in filamenti nervosi specifici e nei gangli. Secondo la moderna “Pain Theory”, la percezione del dolore, la neuroplasticità e la sensibilizzazione centrale non sono fenomeni isolati. Costituiscono invece un continuum della risposta infiammatoria. Quando i tessuti subiscono un danno, il sistema immunitario si attiva subito. Le cellule immunitarie usano i recettori chiamati Toll-like (TLR) per dialogare con i neuroni. Questo dialogo crea un circolo vizioso che scatena il dolore spontaneo e un’elevata sensibilità anche a stimoli leggeri.

Nelle zone danneggiate avviene una precisa sequenza di eventi biochimici: i mastociti liberano sostanze infiammatorie immediate. Queste innescano la risposta innata e fungono da stimolo chemiotattico per altre cellule immunitarie, come i neutrofili e i macrofagi. In particolare, più macrofagi arrivano, più l’infiammazione e il dolore diventano forti.

Anche le cellule di supporto dei nervi (cellule di Schwann) cambiano forma. Esse iniziano a produrre sostanze che alimentano il dolore, come il fattore di crescita NGF e la proteina TNF-alpha. Si crea così un ambiente infiammato pieno di molecole che lavorano in modo sinergico per amplificare il dolore.

La neuroinfiammazione e il ruolo del cervello

Il dolore non si ferma alla periferia del corpo. Esso cambia anche il modo in cui il midollo spinale e il cervello leggono i segnali. Questo processo coinvolge le cellule gliali, come la microglia e gli astrociti. La microglia avvia il dolore cronico, mentre gli astrociti lo mantengono nel tempo.

Il regista di questo blocco è il recettore TLR4. Quando questo recettore si attiva nel midollo spinale, le cellule gliali liberano altre molecole infiammatorie. Questo aumenta l’eccitabilità dei neuroni e spegne le normali difese del corpo.

Anche le malattie del sistema nervoso centrale (come la sclerosi multipla o l’Alzheimer) seguono questo schema. La disfunzione dei mitocondri produce radicali liberi e aumenta la sensibilità al dolore. La risoluzione dell’infiammazione non è quindi un fatto passivo. Si tratta di un processo biochimico attivo che la medicina e la nutraceutica possono guidare.

Il ruolo dei derivati vegetali e l’approccio multitarget

Per spegnere la neuroinfiammazione serve un approccio capace di colpire più bersagli insieme. I farmaci tradizionali bloccano una sola via, mentre i derivati vegetali offrono un’azione sinergica su più target. Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sui recettori dei cannabinoidi. Il recettore CB1 si trova nel cervello e dà effetti psicotropi. Il recettore CB2 si trova invece sulle cellule immunitarie in periferia. L’attivazione del CB2 riduce il dolore in modo sicuro e senza effetti psicoattivi.

In quest’ottica è ben caratterizzato l’olio essenziale di Chiodi di Garofano (Syzygium aromaticum). In particolare, due componenti principali, il beta-cariofillene e l’eugenolo, riescono a modulare la cascata infiammatoria, interagire direttamente con il recettore CB2 e svolgere un effetto neuroprotettivo.

Una soluzione che, in combinazione con gli omega 3, ed in particolare l’acido docosaesaenoico (DHA), offre una sinergia perfetta. Infatti, il DHA si integra nelle membrane cellulari. In questo modo devia a monte i processi biochimici da cui originano i mediatori dell’infiammazione, orientando il corpo verso la produzione di composti ad azione meno infiammatoria rispetto a quelli che si originano da acidi grassi omega 6, come l’acido arachidonico.

Algistat: l’ingrediente innovativo per la gestione del dolore

Per rispondere alla richiesta di soluzioni efficaci contro il dolore cronico, TGD ha sviluppato Algistat, la risposta naturale perfetta per lo sviluppo di prodotti nutraceutici di nuova generazione.

Si tratta di un ingrediente funzionale e standardizzato a base di Olio Essenziale di Chiodi di Garofano e DHA. A differenza dei rimedi classici, Algistat ha un effetto multitarget con impatto positivo sulla gestione della neuroinfiammazione attraverso il sistema endocannabinoide. 
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Per approfondire

Ceccarelli I, Fiorenzani P, Pessina F, Pinassi J, Aglianò M, Miragliotta V, Aloisi AM. The CB2 Agonist β-Caryophyllene in Male and Female Rats Exposed to a Model of Persistent Inflammatory Pain. Front Neurosci. 2020 Aug 18;14:850. doi: 10.3389/fnins.2020.00850.

Omoigui S. The biochemical origin of pain–proposing a new law of pain: the origin of all pain is inflammation and the inflammatory response. Part 1 of 3–a unifying law of pain. Med Hypotheses. 2007;69(1):70-82. doi: 10.1016/j.mehy.2006.11.028. Epub 2007 Jan 19. PMID: 17240081; PMCID: PMC2766416.

Spigarelli R, Spisni E, Magalhães M, Cabral C, Gonçalves AC, Saracino IM, et al. Clove Essential Oil as a Source of Antitumoral Compounds Capable of Crossing the Blood–Brain Barrier: A Focus on the Effects of β-Caryophyllene and Eugenol in a Glioblastoma Cell Line. IJMS. 2024;26:238. https://doi.org/10.3390/ijms26010238

Articoli, Sistema Nervoso
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